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Navigare le Feste con Equilibrio: Affrontare le Difficoltà Natalizie per Chi Soffre di Disturbi Alimentari

Le festività natalizie sono spesso associate a gioia, calore e condivisione, ma per coloro che soffrono di disturbi alimentari, questo periodo può rappresentare una sfida emotiva e fisica. Lo Studio Polispecialistico Remedy è qui per offrire supporto e consigli preziosi su come navigare attraverso le festività con equilibrio e attenzione alla propria salute mentale e fisica.

Il Contesto Natalizio e le Difficoltà

Il periodo natalizio è caratterizzato da riunioni familiari, cene abbondanti e tradizioni culinarie. Tuttavia, per coloro che lutta con disturbi alimentari come anoressia, bulimia o disturbo da alimentazione selettiva, le festività possono portare a un aumento dello stress e dell’ansia legati al cibo.

Consapevolezza e Preparazione

La consapevolezza è fondamentale per affrontare le sfide alimentari durante le festività. In primo luogo, è importante accettare che è normale sentirsi ansiosi in situazioni in cui il cibo è al centro dell’attenzione. Parla apertamente con i tuoi cari riguardo alle tue esigenze alimentari, in modo che possano comprendere e supportare le tue scelte.

Creare un Piano Personale

Collabora con il tuo team di specialisti dello Studio Remedy per sviluppare un piano personalizzato per affrontare le festività. Questo può includere strategie per gestire l’ansia legata al cibo, regole personali per mantenere un equilibrio alimentare e tecniche di coping per situazioni stressanti.

Puoi aiutarti chiedendo in anticipo il menù dei pranzi e cene natalizie, così da essere preparato a ciò che dovrai affrontare. Inoltre, se sono presenti antipasti o portate a buffet scegli l’alimento o gli alimenti e la porzione che vorrai mangiare e riempiti subito il piatto con tutto ciò che ti senti di mangiare, così da avere maggior controllo su ciò che andrai ad assumere e minore sarà la sensazione di perdita del controllo data dal prendere poco alla volta il cibo desiderato.

Ricorda, inoltre, che puoi chiedere ai tuoi familiari o amici di preparare qualcosa di alternativo per te, nel momento in cui ciò che viene proposto è troppo difficile da affrontare in quel momento.

Riconsiderare le Tradizioni Alimentari

Natale non deve essere sinonimo di eccessi alimentari. Considera la possibilità di creare nuove tradizioni che siano meno focalizzate sul cibo, come attività familiari, giochi o momenti di relax. Concentrati sulle relazioni e sulle esperienze piuttosto che sulla quantità di cibo presente sulla tavola.

Supporto Psicologico e Terapeutico

Le festività possono portare a un aumento delle sfide psicologiche. Cerca supporto psicologico e terapeutico per affrontare ansie e paure legate al cibo. Lo Studio Polispecialistico Remedy offre servizi di supporto psicologico specializzati per affrontare le sfide legate ai disturbi alimentari.

Conclusioni

Navigare le festività con un disturbo alimentare può essere impegnativo, ma è possibile farlo con il giusto supporto. Lo Studio Polispecialistico Remedy è qui per aiutarti a mantenere un equilibrio sano durante questo periodo speciale, affrontando le sfide con consapevolezza, supporto specialistico e un approccio personalizzato alla tua salute.

Dott.ssa Valentina Sarchi, psicologa clinica

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Cos’è la BIOIMPEDENZIOMETRIA?

La bioimpedenziometria (BIA) è la tecnica più utilizzata per misurare la composizione corporea, ovvero la quantità dei diversi tessuti che costituiscono il corpo umano.

la BIA più basilare fornisce informazioni riguardo la massa grassa, magra (quindi tutto ciò che non è grasso) e lo stato di idratazione.

Apparecchi più sofisticati (come la BIA @akern_srl) permettono di discriminare tra massa grassa e muscolo, tra acqua intracellulare (che è quella che costituisce le nostre cellule) e l’acqua extracellulare (cioè quella che si insidia nello spazio interstiziale, responsabile della ritenzione idrica) e tanto altro.

Il peso da solo significa poco. Il peso può rimanere lo stesso ma la composizione corporea cambia sicuramente se si esegue un regime alimentare di un certo tipo (con o senza attività fisica).

Lascia perdere il peso sulla bilancia e dai più peso alla composizione corporea!

Dott.ssa Carmen Gurnari, biologa nutrizionista

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Affrontare gli Attacchi di Panico: Riconoscimento, Prevenzione e Strategie Psicologiche

Gli attacchi di panico possono essere spaventosi e debilitanti, ma è possibile imparare a riconoscerli, prevenirli e affrontarli con efficaci strategie psicologiche. In questo articolo, esploreremo cosa sono gli attacchi di panico, come riconoscerli, come prevenirli e le strategie psicologiche che possono aiutare a gestirli.

Cosa sono gli attacchi di panico?

Gli attacchi di panico sono episodi improvvisi e intensi di paura, ansia o disagio. Possono manifestarsi con sintomi fisici e psicologici che includono palpitazioni, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento, vertigini, nausea, e la convinzione di stare per morire o impazzire. Questi sintomi possono durare da pochi minuti a diversi minuti, ma solitamente scompaiono spontaneamente. Gli attacchi di panico possono verificarsi in situazioni apparentemente normali o senza alcuna causa apparente.

Come riconoscere gli attacchi di panico?

Riconoscere gli attacchi di panico è il primo passo per affrontarli in modo efficace. Alcuni segni comuni di un attacco di panico includono:

  1. Palpitazioni: Il battito cardiaco accelera notevolmente.
  2. Respirazione affannosa: Si può avere la sensazione di non riuscire a respirare o di soffocare.
  3. Tremori o sudorazione eccessiva: Il corpo può diventare tremante e iniziare a sudare profusamente.
  4. Sensazione di perdita di controllo: La persona può avere paura di impazzire o di morire.
  5. Sensazione di irrealtà: Si può percepire tutto intorno come se fosse irreale o distante.
  6. Nausea o malessere allo stomaco: Spesso, c’è una sensazione di nausea o disagio addominale.

Come prevenire gli attacchi di panico?

Anche se non è possibile prevenirli completamente, esistono alcune strategie che possono aiutare a ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi di panico:

  1. Ridurre lo stress: Gestire lo stress è fondamentale per prevenire gli attacchi di panico. Tecniche di rilassamento come la meditazione, lo yoga o la respirazione profonda possono essere utili.
  2. Evitare le sostanze stimolanti: Caffeina, alcol e droghe stimolanti possono scatenare o peggiorare gli attacchi di panico. Ridurne o eliminarne il consumo può essere utile.
  3. Dormire a sufficienza: La privazione del sonno può aumentare la suscettibilità agli attacchi di panico. Assicurarsi di dormire a sufficienza è importante.
  4. Esercizio fisico regolare: L’attività fisica moderata può contribuire a ridurre l’ansia e lo stress.
  5. Alimentazione equilibrata: Una dieta sana può influenzare positivamente il tuo stato mentale. Evita cibi troppo ricchi di zuccheri e grassi saturi.

Come affrontare gli attacchi di panico con strategie psicologiche?

Affrontare gli attacchi di panico richiede un approccio psicologico, poiché spesso sono il risultato di ansia e paura. Ecco alcune strategie psicologiche per gestire gli attacchi di panico:

  1. Respirazione controllata: Praticare la respirazione profonda e lenta può aiutare a calmare il sistema nervoso e a ridurre l’ansia durante un attacco di panico.
  2. Esposizione graduale: Con il supporto di un terapeuta, è possibile utilizzare l’esposizione graduale per affrontare le situazioni che scatenano l’ansia, riducendo così la reattività agli stimoli ansiosi.
  3. Mindfulness e meditazione: Queste pratiche possono aiutare a mantenere il controllo mentale, sviluppare consapevolezza e accettazione delle sensazioni ansiose.
  4. Terapia cognitivo-comportamentale (TCC): La TCC è un trattamento altamente efficace per gli attacchi di panico. Un terapeuta esperto può aiutare a identificare e affrontare i pensieri distorti e i comportamenti che contribuiscono agli attacchi.
  5. Auto-aiuto: Tenere un diario per tracciare gli attacchi, imparare tecniche di rilassamento e cercare il supporto di amici e familiari possono contribuire al miglioramento.

Gli attacchi di panico possono essere spaventosi, ma è importante ricordare che sono trattabili. Con l’aiuto di strategie psicologiche, supporto sociale e un adeguato stile di vita, è possibile imparare a gestirli in modo efficace e condurre una vita più equilibrata e soddisfacente. Se stai lottando contro gli attacchi di panico, non esitare a cercare il supporto di un professionista della salute mentale!

Dott.ssa Valentina Sarchi, psicologa

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Trovare l’Equilibrio Tra Vita Personale e Lavorativa: Consigli dal Nostro Studio Polispecialistico

Nel caos frenetico della vita moderna, trovare l’equilibrio tra vita personale e lavorativa può sembrare una sfida monumentale. Nel nostro studio polispecialistico, comprendiamo l’importanza di armonizzare questi due aspetti fondamentali della nostra esistenza. In questo articolo, esploreremo consigli pratici e strategie per aiutarti a gestire con successo il delicato equilibrio tra carriera e vita privata.

1. Definire Priorità Chiare

Il primo passo per ottenere un equilibrio soddisfacente è definire chiaramente le tue priorità. Identifica gli elementi più significativi nella tua vita personale e professionale. Cosa è davvero importante per te? Questa consapevolezza ti aiuterà a prendere decisioni più informate e a concentrarti su ciò che conta di più.

2. Creare Una Routine Sostenibile

Una routine ben strutturata è fondamentale per gestire gli impegni personali e professionali. Programma il tuo tempo in modo da includere momenti dedicati alla famiglia, al relax e al lavoro. Assicurati di riservare spazi per te stesso, in modo da mantenere un equilibrio sano tra attività personali e professionali.

3. Imparare a Delegare

Nel mondo del lavoro, imparare a delegare è essenziale. Sia che tu sia un professionista indipendente o un membro di un team, riconoscere quando è il momento di condividere il carico di lavoro è cruciale. Delegare responsabilità a colleghi o familiari può alleggerire il tuo carico e permetterti di concentrarti su ciò che realmente richiede la tua attenzione.

4. Utilizzare la Tecnologia in Modo Intelligente

La tecnologia può essere un prezioso alleato nella gestione del tempo. Utilizza strumenti di organizzazione, app di gestione del tempo e calendari online per tenere traccia degli impegni e migliorare la tua produttività. Allo stesso tempo, stabilisci limiti digitali per garantire momenti di pausa e di connessione umana.

5. Praticare il Self-Care

Il self-care è una componente cruciale dell’equilibrio tra vita personale e lavorativa. Dedica del tempo regolarmente a attività che ti riempiono di energia positiva, che si tratti di fare sport, leggere, meditare o trascorrere del tempo con persone care. Un te stesso equilibrato è fondamentale per affrontare le sfide quotidiane con serenità.

6. Imparare a Dire No

La capacità di dire no è un’abilità importante nella gestione del tempo. Sebbene possa sembrare difficile, imparare a declinare impegni non essenziali ti aiuterà a mantenere l’equilibrio e a preservare il tuo benessere.

Conclusioni

Trovare l’equilibrio tra vita personale e lavorativa è un percorso individuale che richiede consapevolezza e adattabilità. Nel nostro studio polispecialistico, crediamo che un approccio olistico alla gestione del tempo e del benessere sia fondamentale per una vita appagante. Segui questi consigli e adatta le strategie alle tue esigenze personali per creare un equilibrio duraturo e sostenibile.

Dott.ssa Valentina Sarchi, psicologa clinica

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E’ più coming out o outing?! 

Sempre più spesso, da qualche anno a questa parte, sentiamo parlare della comunità LGBTQIA+ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender, Queer, Intersessuali, Asessuali); 

Alzare la voce, farsi notare “sbattendo i piedi”, riuscire a mostrare i propri pensieri/bisogni o semplicemente mostrare al mondo la propria persona cosi com’è, nella piena libertà del proprio essere, è stato, ed è, un processo decisamente complicato, pieno di insidie ed ostacoli, spesso ostacolato anche dalla politica. 

Uno dei fenomeni che si è maggiormente diffuso, con sempre più coraggio da parte de* dirett* interessat* è il cosiddetto processo di coming out: rivelare la propria identità di genere o il proprio orientamento sessuale è un passo importante e necessario verso l’accettazione di sé e l’apertura verso gli altri. 

Va però fatta una giusta distinzione tra quello che è il “coming out” vero e proprio e quello che è un  fenomeno simile nel lessico ma con un significato profondamente diverso: l’outing

Il coming out è l’atto volontario di comunicare la propria identità di genere ed il proprio orientamento sessuale nel momento in cui (ma può avvenire anche molto tempo dopo, per dinamiche socio-relazionali) viene raggiunta la piena consapevolezza di sé stessi; è un momento cruciale e delicato per comunicare al mondo che ci circonda chi siamo davvero e qual è il nostro interesse in ambito relazionale/sessuale. 

Al contrario, l’outing è un fenomeno che avviene nel momento in cui una persona, che non è la diretta interessata, rivela dettagli sull’identità di genere o sull’orientamento sessuale di un’altra persona, senza che questa ne abbia dato consenso o abbia espresso la volontà di farlo. 

Quali sono le conseguenze del -coming out- e -dell’outing- ? 

Il coming out, nel quotidiano come nei casi di maggior impatto mediatico, si pensi ad esempio alle celebrità, può impattare significativamente anche sul resto della società. Quando le celebrità fanno coming out pubblicamente possono, per esempio, ispirare e fornire modelli positivi per altri.  

Pur sottolineando il potenziale effetto positivo del coming out, nessun* dovrebbe sentirsi costrett* a farlo: i vissuti di ciascuno, il contesto e altri fattori possono rendere questo gesto anche difficile da mettere in atto e dovrebbe essere sempre una scelta personale e privata (da qui la tempistica di dichiarazione soggettiva e non ben definita nel periodo di vita di una persona). 
 
L’outing d’altra parte può avere conseguenze anche gravi, in quanto può portare a: 

  1. Violazione della Privacy: L’outing invade la sfera personale e intima di qualcuno, privandolo del controllo sulla propria identità. 
      
  1. Rischi per la Sicurezza: In alcuni casi, l’outing può mettere in pericolo la sicurezza fisica o emotiva della persona coinvolta, specialmente in ambienti ostili o intolleranti. 
      
  1. Danno Emotivo: Essere oggetto di outing può causare danni emotivi significativi, come ansia, depressione e isolamento. 

 
Per concludere, mentre il coming out è un processo personale e coraggioso, il rispetto per la privacy e l’identità degli altri è fondamentale per continuare verso la costruzione di una società inclusiva e rispettosa. E’ fondamentale promuovere l’accettazione, il rispetto e la comprensione per le esperienze delle persone LGBTQIA+, ma la scelta di condividere la propria identità dovrebbe sempre appartenere all’individuo, garantendo così la dignità e il rispetto di tutt*. 

Dott. Domenico Giordano, psicologo clinico, esperto in sessualità tipica e atipica

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Intervista alla Dott.ssa Chiara Bellistri’ “Il sacrificio e il benessere mentale degli alteti”

Molto spesso sentiamo parlare di sacrificio che gli atleti, a qualsiasi livello, devono affrontare al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati. Come la psicologia si interseca con l’atletica e come possiamo intervenire nelle difficoltà dei nostri atleti?

Innanzitutto, partirei su cosa intendiamo per sacrificio, per grande sacrificio, in quanto termine che può assumere sia una connotazione positiva, ad esempio di curiosità: “fin dove posso arrivare rispetto alle mie abilità …” che negativa, ad esempio, può essere letta come senso di perdita; quindi, dipende rispetto al significato che ognuno gli può dare al termine sacrificio. 

In campo sportivo, forse parlerei più di obiettivi di raggiungimento di quest’ ultimi che un individuo in maniera più o meno consapevole, ED E’ QUESTA LA CHIAVE DI LETTURA IMPORTANTE, desidera raggiungere.  

Essere in grado di definire correttamente, sentirli propri a livello cognitivo ed emotivo, affinché siano COERENTI con l’immagine di noi, questa si rivela una modalità fondamentale. 

Quando il raggiungimento di questo obiettivo viene interpretato come sacrificio, con connotazione negativa, questo potrebbe essere letto come un campanello d’ allarme rispetto a quello che nel qui e ora sono i veri bisogni. 

Perché dico veri? È qualcosa che può succedere non solo al bambino o all’ adolescente ma anche agli adulti. Può capitare di identificare e incollare come nostro qualcosa proveniente dal mondo esterno o dall’ interno da qualcosa prefissato in maniere rigida. Pensiamo ad un quadro se all’ interno posizioniamo una foto un poster più piccolo questo tenderà a scivolare verso destra,sinistra in basso, non rimarrà bella aderente un po’ è quello che succede alla nostra identità se inserita in un contesto non propriamente adatto a noi alle nostre volontà, ai nostri desideri, che sono mutevoli nel corso della nostra vita, della nostra crescita e quindi abbiamo tutta una conseguenza di emozioni negative, poca motivazione, senso di frustrazione, di insoddisfazione o conseguenze di eccessivo controllo, tendenza al perfezionismo che comunque causa malessere. 

Ecco perché è fondamentale il supporto psicologico per individuare il tipo di funzionamento della persona, lavorare sulla consapevolezza e l’accettazione delle proprie dinamiche intrapsichiche, comprendere i veri bisogni. 

L’allenatore può avere un ruolo fondamentale in questo?

Un filone importante e di riflessione attenta risulta essere anche quello della Relazione allenatore –atleta.   È fondamentale che l’allenatore abbia chiaro e veda la persona e che formuli degli obiettivi condivisi con il singolo atleta. Il sistema atleta e allenatore dovrebbe essere legato da una comunicazione funzionale, basata su una relazione stabile, accettata e condivisa.  

Il messaggio dell’allenatore, una volta elaborato dall’ atleta, produce una reazione; ecco perché anche gli allenatori devono essere istruiti alla comunicazione sana e osservati. 

L’ allenatore diviene un punto di riferimento, diviene quella persona a cui si fanno delle richieste si raccontano delle cose delle situazioni anche complesse:  

Come l’insegnante di danza corregge le linee delle ragazze, la postura ci sarebbe bisogno di una figura che potesse correggere le loro linee sul versante comunicativo relazionale

Perché questa problematica non è emersa negli anni passati?

Non penso sia propriamente così, penso sia stata accantonata, perché ritenuta rigida e immutabile. Oggi c’è una maggiore sensibilità, e mi verrebbe da dire meno male, alla salute e al benessere psicofisico, con una conseguente maggiore attenzione alle emozioni a ciò che sentiamo e alle discrepanze percepite.

Queste dinamiche si innescano in ambiti di prevalenza femminile?

Queste dinamiche si innescano non solo in ambienti femminili; stiamo discutendo di dinamiche relazionali, di identità, di individuo, di bisogni non di genere.